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IMPORTANZA DELLA VITAMINA D

IMPORTANZA DELLA VITAMINA D

Quale è la relazione tra dente e osso, la vitamina D e le cure odontoiatriche, la parodontite e l’osteoporosi? Come può l’odontoiatra, curando la malattia parodontale, allertare il paziente e il medico di base su una condizione di rischio per le fratture, insidiosa e grave, dando il via alla prevenzione con largo anticipo?

Tutto il lavoro dell’odontoiatra (anche una semplice otturazione) ha un impatto diretto sull’osso dei mascellari. Ma soprattutto la terapia della malattia parodontale e l’implantologia (che spesso è realizzabile solo dopo aver rigenerato l’osso perduto per la parodontite) non possono prescindere da un’accurata valutazione dello stato di salute dell’osso, che inizia proprio con l’esecuzione della densitometria ossea. Nell’esperienza quotidiana delle cliniche EDN-IMI, si è rilevato che la condizione di osteopenia (pre-osteoporosi) accomuna frequentemente i pazienti che soffrono di parodontite, e che questa è altrettanto sovente associata a stati più o meno gravi di ipovitaminosi D.

La vitamina D è un ormone che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto osseo, oltre a favorire una corretta risposta immunitaria dell’organismo. Nella stagione invernale, è allora ancora più importante tenere sotto controllo i valori di questa vitamina, poiché la quantità in circolo nel nostro organismo dipende essenzialmente dalla quantità di sole a cui siamo esposti.

La carenza di Vitamina D, può provocare difetti di mineralizzazione ossea con ripercussioni anche a livello delle ossa mascellari, favorendo così l’insorgenza della malattia parodontale e peggiorandone la sua evoluzione.

Lo screening di tutti i pazienti per la densitometria ossea e i livelli plasmatici della vitamina D, mette il dentista in condizione di eseguire diagnosi precoce di rischio osteoporotico anche in pazienti di giovane età, attivando una gestione del problema con molti anni (20 o 30) d’anticipo.

L’integrazione della vitamina D e del calcio, la correzione dietetica e degli stili di vita, consentono così, non solo di migliorare i risultati delle prestazioni odontoiatriche, ma di iniziare anche molto precocemente la prevenzione per l’osteoporosi.

L’osteoporosi è una condizione sistemica caratterizzata da una bassa densità ossea legata a un deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, che causa un aumento della fragilità ossea e, conseguentemente, del rischio di frattura. L’elevata prevalenza, che aumenta con il progredire dell’età, e l’elevato rischio di frattura che ne deriva, rendono tale condizione una priorità assistenziale in termini di salute della popolazione e di sostenibilità economica
La rilevanza economica dell’osteoporosi è determinata dal fatto che le fratture ossee sono una delle cause più comuni di disabilità che maggiormente incidono sui costi sanitari dei paesi occidentali. La manifestazione più chiara e drammatica dell’osteoporosi, è senza dubbio la frattura del femore, che in Italia ha numeri drammatici.

Dieci punti per circoscrivere il fenomeno.

Quasi centomila ricoveri all’anno (1 ogni 10 minuti)
La mortalità entro un anno dalla frattura, è del 20% (1 ogni ora)
Il 30 % rimane affetto da invalidità permanente
Il 40 % perde la capacità di camminare autonomamente
I costi diretti superano 1,5 mld di euro annui

La maggior parte dei pazienti con frattura da fragilità, non riceve un trattamento per l’osteoporosi
L’80 % di questi pazienti si fratturano di nuovo entro l’anno
Una persona su due affetta da osteoporosi, non sa di averla
Il costo mensile per l’assistenza a un invalido (badante, etc.) può superare i 2000 euro
Il costo stimato per una prevenzione adeguata in grado di ridurre dell’80% il fenomeno, è di 30 euro al mese.

Le fratture da fragilità assorbono elevati costi per le prestazioni assistenziali, continuano a indurre costi per prestazioni anche a distanza dall’evento fratturativo, condizionano fortemente la salute dei pazienti ed i relativi costi assistenziali anche oltre quelli direttamente imputabili all’osteoporosi.

La diagnosi precoce di parodontite, associata a quella del rischio osteoporotico, può prevenire la perdita dei denti legata alla prima patologia e le fratture legate alla seconda, con importantissimi benefici sia in termini di riduzione di costi economici per il SSN e le famiglie, che biologici per i pazienti, nonchè un notevole miglioramento della loro qualità di vita.

Le false convinzioni da smentire:

– L’osteoporosi è una condizione che colpisce solo gli anziani: FALSO
– I pazienti in cura con farmaci per l’osteoporosi non possono effettuare cure odontoiatriche: FALSO

– La vitamina D si somministra senza un controllo dei suoi livelli ematici: FALSO.

– L’osteoporosi colpisce solo le donne: FALSO


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IMPORTANZA DELLA VITAMINA D

IMPORTANZA DELLA VITAMINA D

Quale è la relazione tra dente e osso, la vitamina D e le cure odontoiatriche, la parodontite e l’osteoporosi? Come può l’odontoiatra, curando la malattia parodontale, allertare il paziente e il medico di base su una condizione di rischio per le fratture, insidiosa e grave, dando il via alla prevenzione con largo anticipo?

Tutto il lavoro dell’odontoiatra (anche una semplice otturazione) ha un impatto diretto sull’osso dei mascellari. Ma soprattutto la terapia della malattia parodontale e l’implantologia (che spesso è realizzabile solo dopo aver rigenerato l’osso perduto per la parodontite) non possono prescindere da un’accurata valutazione dello stato di salute dell’osso, che inizia proprio con l’esecuzione della densitometria ossea. Nell’esperienza quotidiana delle cliniche EDN-IMI, si è rilevato che la condizione di osteopenia (pre-osteoporosi) accomuna frequentemente i pazienti che soffrono di parodontite, e che questa è altrettanto sovente associata a stati più o meno gravi di ipovitaminosi D.

La vitamina D è un ormone che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto osseo, oltre a favorire una corretta risposta immunitaria dell’organismo. Nella stagione invernale, è allora ancora più importante tenere sotto controllo i valori di questa vitamina, poiché la quantità in circolo nel nostro organismo dipende essenzialmente dalla quantità di sole a cui siamo esposti.

La carenza di Vitamina D, può provocare difetti di mineralizzazione ossea con ripercussioni anche a livello delle ossa mascellari, favorendo così l’insorgenza della malattia parodontale e peggiorandone la sua evoluzione.

Lo screening di tutti i pazienti per la densitometria ossea e i livelli plasmatici della vitamina D, mette il dentista in condizione di eseguire diagnosi precoce di rischio osteoporotico anche in pazienti di giovane età, attivando una gestione del problema con molti anni (20 o 30) d’anticipo.

L’integrazione della vitamina D e del calcio, la correzione dietetica e degli stili di vita, consentono così, non solo di migliorare i risultati delle prestazioni odontoiatriche, ma di iniziare anche molto precocemente la prevenzione per l’osteoporosi.

L’osteoporosi è una condizione sistemica caratterizzata da una bassa densità ossea legata a un deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, che causa un aumento della fragilità ossea e, conseguentemente, del rischio di frattura. L’elevata prevalenza, che aumenta con il progredire dell’età, e l’elevato rischio di frattura che ne deriva, rendono tale condizione una priorità assistenziale in termini di salute della popolazione e di sostenibilità economica
La rilevanza economica dell’osteoporosi è determinata dal fatto che le fratture ossee sono una delle cause più comuni di disabilità che maggiormente incidono sui costi sanitari dei paesi occidentali. La manifestazione più chiara e drammatica dell’osteoporosi, è senza dubbio la frattura del femore, che in Italia ha numeri drammatici.

Dieci punti per circoscrivere il fenomeno.

Quasi centomila ricoveri all’anno (1 ogni 10 minuti)
La mortalità entro un anno dalla frattura, è del 20% (1 ogni ora)
Il 30 % rimane affetto da invalidità permanente
Il 40 % perde la capacità di camminare autonomamente
I costi diretti superano 1,5 mld di euro annui

La maggior parte dei pazienti con frattura da fragilità, non riceve un trattamento per l’osteoporosi
L’80 % di questi pazienti si fratturano di nuovo entro l’anno
Una persona su due affetta da osteoporosi, non sa di averla
Il costo mensile per l’assistenza a un invalido (badante, etc.) può superare i 2000 euro
Il costo stimato per una prevenzione adeguata in grado di ridurre dell’80% il fenomeno, è di 30 euro al mese.

Le fratture da fragilità assorbono elevati costi per le prestazioni assistenziali, continuano a indurre costi per prestazioni anche a distanza dall’evento fratturativo, condizionano fortemente la salute dei pazienti ed i relativi costi assistenziali anche oltre quelli direttamente imputabili all’osteoporosi.

La diagnosi precoce di parodontite, associata a quella del rischio osteoporotico, può prevenire la perdita dei denti legata alla prima patologia e le fratture legate alla seconda, con importantissimi benefici sia in termini di riduzione di costi economici per il SSN e le famiglie, che biologici per i pazienti, nonchè un notevole miglioramento della loro qualità di vita.

Le false convinzioni da smentire:

– L’osteoporosi è una condizione che colpisce solo gli anziani: FALSO
– I pazienti in cura con farmaci per l’osteoporosi non possono effettuare cure odontoiatriche: FALSO

– La vitamina D si somministra senza un controllo dei suoi livelli ematici: FALSO.

– L’osteoporosi colpisce solo le donne: FALSO


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fitoterapia nella cura delle malattie della bocca

fitoterapia nella cura delle malattie della bocca

Rappresenta una valida alternativa alla medicina di sintesi per combattere alcune malattie della bocca.

Più in particolare, le piante e la fitoterapia sono efficaci per le patologie delle mucose e per combattere i mal di denti. Per quanto riguarda la struttura dura del dente, invece, non esistono preparati curativi; esistono però piante ricche di fluoro (come il tè verde) che, specialmente durante l’infanzia e in concomitanza del periodo in cui si formano i denti, possono aiutare a prevenire o combattere la carie.

PATOLOGIE DELLA BOCCA E CURA FITOTERAPICA

Afte
Le afte sono delle piccole lesioni della parete mucosa che ricopre la bocca, talvolta molto fastidiose quando non dolorose; possono presentarsi in modo isolato oppure in numero più o meno ingente, nel quel caso si parla di stomatite aftosa. Sono vari e generalmente validi i rimedi che la natura mette a disposizione sia per alleviare il dolore che per accelerare la guarigione della ferita, con preparati a base di diverse piante.
L’aloe vera viene frequentemente utilizzata nella cura delle lesioni della bocca per la sua capacità naturale di cicatrizzare immediatamente qualsiasi escoriazione provocata sulle sue foglie. L’aloe vera è ricca di mucillagini, componenti in grado di creare una specie di film protettivo sulla pelle e che svolgono azione antidolorifica e antinfiammatoria. Impacchi a base di aloe (componente principale anche di noti farmaci di sintesi contro le afte venduti in farmacia) oltre a creare una pellicola protettiva sulla lesione ad impedire la contaminazione da parte di agenti esterni, hanno proprietà lenitive e calmano immediatamente il dolore provocato dalla lesione. Dalla pianta è possibile estrarre due diversi preparati:
• il succo (amaro e giallastro) si ottiene tagliando e spremendo le foglie esterne, il liquido che ne esce viene poi fatto bollire per aumentare la sua concentrazione;
• Il gel – più indicato per la bocca – si estrae direttamente dalla foglia facendo fuoriuscire il liquido denso contenuto al suo interno, ricco di mucillagini. Successivamente è sufficiente applicarlo sull’afta per ottenere miglioramenti. Il gel di aloe è indicato anche nella cura di ulcere della bocca e gengive doloranti.
Utile contro le irritazioni e le lesioni delle mucose della bocca è la malva – anch’essa ricca di mucillagini e dalle proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Spennellature di un composto a base di malva aiutano a combattere le afte: il decotto si può facilmente ottenere facendo bollire 50 g di fiori di malva secchi in un litro d’acqua per 20 minuti.
Efficace contro le afte è anche la tintura madre ricavata dalla calendula: toccature con un batuffolo d’ovatta imbevuto di una soluzione composta dalla 10 ml di tintura madre (TM) calendula, 5 ml di TM iperico e 15 di soluzione fisiologica, aiutano la guarigione della lesione. Sempre contro le afte sono efficaci le tamponature con il succo fresco di origano mediante un batuffolo d’ovatta imbevuta.

Gengive infiammate e gengiviti
La gengivite è provocata dal ristagno di batteri nel solco gengivale tra il dente e il colletto della gengiva. Provoca gonfiore, rossore e gengive doloranti. La patologia è reversibile e, fino al punto in cui non supera un certo stadio, ci si può avvalere delle piante per la sua cura. Se non curata, la gengivite degenera in parodontite e in questo caso bisognerà ricorrere all’odontoiatra e alla chirurgia. Ottimi rimedi provengono dalla natura: fitoterapici antisettici, capaci di uccidere o sedare i batteri responsabili della gengivite o di combattere il dolore e l’infiammazione. Sono moltissime le piante in grado di combattere questa patologia, alcune delle quali oggi difficili da trovare in erboristeria. Le più comuni e facilmente reperibili sono quelle sottoriportate.
La calendula è molto utile anche per contrastare il fastidio provocato dalle infiammazioni delle gengive: passare sulla parte interessata dell’ovatta imbevuta di una soluzione composta da 30 gocce di TM diluite in mezzo bicchiere d’acqua può calmare il rossore e il dolore.
Oltre alla già citata aloe vera, efficace contro la gengivite è l’altea: la pianta è ricca di mucillagini, amido, flavonoidi e tannini e per questo ricca di proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche. Sciacquare la bocca con un decotto ottenuto facendo bollire 40 grammi di radice essiccata per 5 minuti è un rimedio indicato nel caso di gengivite e ascessi dentari.
Per combattere le irritazioni di gengive delicate è particolarmente indicato un impacco a base di malva: 50 g di foglie della pianta vengono fatte bollire per 5 minuti in 200 ml di latte e successivamente usate per tamponare le gengive.
Infine la centella asiatica (detta anche erba tigre) ha proprietà cicatrizzanti, rigeneranti, vasococostrittrici e toniche e per questo viene utilizzata nella cura di gengive delicate, doloranti o arrossate.

Alitosi
L’alitosi è il cattivo odore del fiato causato dalla presenza di batteri volatili all’interno del cavo orale. Per contrastarla è possibile utilizzare metodi naturali come collutori e preparati che combattono l’azione dei batteri e conferiscono all’alito un buon profumo.
In primis da segnalare sono i vari utilizzi della menta piperita: la pianta in odontoiatria viene utilizzata come aromatizzante, antisettico, analgesico e anestetico locale. Sono proprio le prime due proprietà ad essere particolarmente efficaci contro l’alitosi. Tra i preparati a base di menta piperita:
• Decotto di menta: 60 g di foglie essiccate si lasciano bollire per 5 minuti in un litro d’acqua e, dopo aver filtrato e fatto raffreddare il tutto, la soluzione viene adoperata per sciacqui e gargarismi. • Collutorio: versare un cucchiaio di olio di menta piperita in mezzo litro d’acqua bollente, lasciare raffreddare e poi utilizzare come soluzione per sciacqui.
• Per le alitosi più gravi è consigliato un infuso ottenuto versando 30 g di foglie secche insieme a qualche goccia di essenza di menta piperita in un litro di vino bianco; dopo aver lasciato macerare il tutto per 48 ore e aver filtrato, bisognerà utilizzare la soluzione per sciacquare più volte la bocca.
Anche la salvia e il rosmarino aiutano a combattere l’alitosi grazie alle loro proprietà antisettiche. Strofinare le gengive con le foglie della salvia è un buon rimedio contro l’alito cattivo ma ancora più efficace si rivela un infuso ottenuto mescolando 45 g di foglie di salvia, 20 g di rosmarino, 10 g di radice valeriana, 15 g di basilico e 10 g di menta in 150 ml di acqua: dopo aver fatto riposare, filtrato e fatto freddare è consigliato sciacquare la bocca con il preparato.

Carie
La carie è una malattia del tessuto duro del dente dovuta all’azione dei batteri contenuti nella placca che, con il passare del tempo, va ad attaccare anche la polpa distruggendo il dente. La fitoterapia non può guarire dalla carie ma può alleviare il dolore che essa comporta.
Un rimedio interessante è quello a base di origano: la pianta, nota per le sue proprietà antisettiche, antinfiammatorie e antidolorifiche, è particolarmente adatta per combattere il dolore causato dai denti cariati e il mal di denti in generale. Per trovare sollievo è sufficiente spingere nella cavità del dente cariato un batuffolo d’ovatta impregnato con olio d’origano per calmare e far sparire definitivamente il dolore.
Un analgesico molto forte è il chiodo di garofano: i preparati in tintura alcolica a base di questa pianta possono essere usati esternamente come antidolorifici e antibiotici nel trattamento della carie. Introdurre un chiodo di garofano nel foro provocato da una lesione cariosa infatti aiuta a combatterne il dolore che essa procura.
Anche qualche goccia di tintura madre pura di calendula, in piccola quantità, può essere usata come antidoto al dolore provocato dalle carie.

Herpes labiale
L’herpes labiale è una lesione che si manifesta sulle labbra ed è causata da un virus (herpes simplex virus). Oltre a problemi di tipo estetico, l’herpes porta con sé dolore e fastidio. Sono varie le piante che possono alleviare questi sintomi e accelerare il processo di guarigione dell’herpes.
Il limone, frutto medicinale per eccellenza che trova applicazione anche nella cura di afte e nella pulizia dei denti, è efficace anche contro l’herpes: il limonene, presente negli oli essenziali dei frutti del genere Citrus, grazie alle sue particolari capacità antivirali, è molto utile anche nella cura della lesione in questione. Da evitare l’esposizione al sole successivamente al trattamento.
Altro rimedio all’herpes è la malaleuca (o tea tree, detto anche albero del tè): l’olio essenziale estratto dalle foglie della pianta, tea tree oil, ha proprietà antivirali e antinfettive (germicida, battericida e fungicida) ed è un buon analgesico. Trova impiego in svariate patologie del cavo orale come anche nella cura dell’herpes: la sua azione risulta molto efficace se tempestiva. Tamponature della parte interessata al primo stadio di formazione dell’herpes, attenuano il dolore e limitano lo sfogo facilitandone la guarigione.

Bambini e dentizione
La dentizione nei bambini può essere una fase molto fastidiosa. Se la medicina di sintesi offre diversi rimedi per alleviare i fastidi – o il dolore – che provoca questo passaggio dell’infanzia, ve ne sono altrettanti per chi preferisce affidarsi alla fitoterapia.
L’altea ad esempio è ricca di mucillagini e le proprietà emollienti, antiedemigeni, antinfiammatorie di questo componente aiutano ad alleviare il dolore e a sfiammare le gengive irritate: per i più piccoli è consigliato masticare le radici della pianta per combattere il dolore dei denti nascenti.
Si possono strofinare le gengive dei piccoli con il rizoma di iris: anch’esso infatti ha proprietà antinfiammatorie grazie ai flavonoidi contenuti al suo interno. In più gli oli essenziali che si possono estrarre dalla pianta sono iperemizzanti: aumentando l’afflusso di sangue alla parte interessata, potenziano la circolazione e accelerano la guarigione dei tessuti malati.
La calendula – una pianta dai molti impieghi – trova applicazione anche come leggero antidolorifico nel processo di dentizione: toccature con la tintura madre prodotta con le foglie di calendula alleviano il dolore.
Anche la rosa rossa ha un’azione antidolorifica e antinfiammatoria: unendo la polvere della pianta al miele si ottiene un preparato dal nome miele rosato che può essere spalmato sulle gengive doloranti. La preparazione prevede 100 g di petali in infusione per mezz’ora a fuoco lento in 400 ml di acqua; una volta filtrato, nel liquido devono essere sciolti 650 g di miele. Sempre al miele può essere mescolato lo zafferano che può, a sua volta, essere utilizzato anche puro, sempre per combattere il dolore e le infiammazioni delle mucose.


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